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Approfondimenti a cura del Dott. Alessandro Torcini

Imprese agricole e sovraindebitamento
ovvero il concordato preventivo nell’agricoltura

Limiti e significato dell’”ausilio” dell’OCC (organismo di Composizione della Crisi) ovvero: chi è che deve predisporre il piano? L’O.C.C. o il sovraindebitato?

Nomina del professionista f.f. di OCC ed incarico non portato a compimento. Obbligo e modalità di comunicazione al giudice che lo ha nominato

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INTRODUZIONE AL SOVRAINDEBITAMENTO

La Legge 3/2012 introduce nel nostro ordinamento una procedura concorsuale anche nei confronti del debitore persona fisica o ente o società non fallibile, attivabile però solo dal debitore stesso e non dai creditori.
Il consumatore, inoltre, ha una normativa specifica più favorevole dal momento che può presentare un proprio piano di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti.
Per poter beneficiare delle procedure di composizione della crisi è necessario possedere due requisiti.
Il primo è quello oggettivo.
Non si deve essere assoggettati (né assoggettabili) alle vigenti procedure concorsuali disciplinate dal R.D. 267 del 1942.
Pertanto, alla procedura in commento possono ricorrere tutti i soggetti, persone fisiche, società, enti, che:
*  non svolgono attività d’impresa;
* sono professionisti, artisti o altri lavoratori autonomi;
* sono imprenditori commerciali sotto la soglia di cui all’art. 1 l.fall.;
* sono enti privati non commerciali (associazioni ecc.);
* sono imprenditori agricoli;
* sono “start up innovative” indipendentemente dalle loro dimensioni.

Il secondo requisito è quello oggettivo.
Vi deve essere lo stato di “sovraindebitamento” definito come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente” (Art. 6 co. 2, lett. a), L. 3/2012).
Il concetto di ”sovraindebitamento” è diverso da quello di insolvenza della legge fallimentare in quanto prevede non solo l’incapacità definitiva e non transitoria di adempiere regolarmente ai propri debiti, ma fa anche riferimento ad una sproporzione tra il complesso dei debiti e il proprio patrimonio prontamente liquidabile, seppur sia specificato il rapporto di tale squilibrio.
Il consumatore, invece, è definito come “la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se socio di una delle società appartenenti ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo V del libro quinto del codice civile, per i debiti estranei a quelli sociali.” (Art.6, co.2, lett b), L.3/2012).
Questa specifica individuazione è da ricondursi alla volontà del legislatore di distinguere nettamente la procedura relativa al consumatore, rispetto a quella prevista per tutti i restanti soggetti non fallibili.
Non possono accedere al queste procedure coloro che sono in queste condizioni:
* essere soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle previste dalla L.3/2012;
* aver fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento;
* aver subito, per cause imputabili al debitore, uno dei provvedimenti di cui agli art.14 e 14-bis (ovvero l’impugnazione e la risoluzione dell’accordo e la revoca e la cessazione degli effetti dell’omologazione del piano del consumatore);
* aver presentato una documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.

GLI ORGANISMI DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI
Le funzioni che la L.3/2012 affida all’Organismo sono molto importanti e riguardano ogni fase dell’accordo di composizione della crisi e del piano del consumatore.
L’avvio del procedimento è volontario, in quanto ha inizio con il deposito di un’istanza di nomina di un professionista che svolge le funzioni di OCC da parte del debitore/consumatore presso il Tribunale del luogo di residenza o sede del debitore o del luogo di residenza del consumatore.
L’Organismo entra immediatamente in scena, in quanto, ai sensi dell’art. 7 co.1 e 1 bis L.3/2012, deve essere di ausilio al debitore/consumatore nella predisposizione di una proposta di accordo ai propri creditori avente ad oggetto la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti. E’ consigliabile che il debitore/consumatore abbia sempre un proprio professionista che lo aiuti nella predisposizione dell’accordo/piano, in quanto, come vedremo più avanti, all’OCC spetta il compito non di predisporre l’accordo/piano ma solo di verificare la veridicità dei dati contenuti nella proposta e di attestare la fattibilità della stessa.
Il piano redatto dal consumatore e la proposta di accordo redatto dal debitore devono prevedere:
- scadenze e modalità di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, (per esempio pagamenti rateali, cessione crediti futuri, cessione dei beni, liquidazione dell’attivo, ecc…);
- le garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti;
- le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni.
La proposta potrà, inoltre, prevedere il pagamento parziale dei creditori privilegiati, purché venga comunque assicurata una loro soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile in caso di liquidazione. Il pagamento dei crediti impignorabili di cui all’art. 545 del Codice di procedura civile e delle altre disposizioni contenute in leggi speciali, invece, deve essere assicurato in ogni caso.La proposta di accordo con continuazione dell’attività di impresa e il piano del consumatore, inoltre, possono prevedere una moratoria fino ad un anno dall’omologazione per il pagamento dei crediti privilegiati (art. 8 co. 4).

Unitamente a tale proposta, il debitore deve depositare presso il Tribunale altri documenti, tra i quali il più importante è sicuramente l’attestazione sulla fattibilità del piano, redatta dall’OCC.
Per tutte queste molteplici funzioni, l’OCC sembra rivestire congiuntamente i ruoli che nel concordato preventivo hanno l’attestatore (sia ex art. 161 co.3 che 160 co.2 l.fall.), il commissario giudiziale e persino, se disposto dal giudice (art. 15 co.8), le funzioni di liquidatore.
Una volta predisposta la proposta con tutti gli allegati richiesti dalla legge, il sovraindebitato dovrà provvedere al deposito della stessa presso il Tribunale competente. Contestualmente, e non oltre tre giorni, l’OCC dovrà comunicare la proposta all’agente della riscossione, agli uffici fiscali ed agli enti locali indicando la ricostruzione della posizione fiscale del debitore e la presenza di eventuali contenziosi pendenti.

LA LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO DEL DEBITORE

La sezione seconda introduce espressamente lo strumento della “Liquidazione del Patrimonio” che da un lato disciplina l’insuccesso dell’accordo o del piano e dall’altro prefigura la volontarietà del debitore a liquidare direttamente il patrimonio.

La liquidazione del patrimonio è considerata soprattutto un’alternativa alla proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento. È il debitore in stato di crisi che chiederà, sempre con l’assistenza dell’OCC, non più la ristrutturazione dei debiti attraverso l’accordo o il piano, ma attraverso l’integrale liquidazione del proprio patrimonio.

L’accesso a tale procedura è consentito qualora siano soddisfatte due delle quattro condizioni stabilite nei presupposti di ammissibilità indicati dall’art.7, co.2 per l’accordo di composizione della crisi ovvero:
* Non essere assoggettabile ad altre procedure concorsuali;
* Non aver fatto ricorso a procedure di sovra indebitamento negli ultimi 5 anni.

L’ESDEBITAZIONE DEL DEBITORE INCAPIENTE

 Il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice nel caso in cui sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al 10 per cento.

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una via di uscita dai debiti legge 3 2012