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STUDI E SENTENZE

SULLE PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

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Agenzia-delle-Entrate-Circolare-n.-19E-del-6-maggio-2015 sul Sovraindebitamento

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L’accordo di composizione della crisi e il piano del consumatore nella disciplina del sovraindebitamento
A cura di Nicola Vezzani

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Circolare ABI n. 3 del 25 gennaio 2013

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Studio Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti

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Le linee Guida sul Sovraindebitamento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti

 

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Sentenza Tribunale di Firenze VG 2892-15 del 25-5-2016 sulla durata del piano

 

 



Il sindacato di meritevolezza, diligenza e convenienza economica 

nel sovraindebitamento 

A cura di Alessandro TORCINI

  Per accedere ai benefici della legge sul sovraindebitamento occorre possedere sia i requisiti soggettivi ed oggettivi sia superare positivamente un giudizio di “meritevolezza” e, a seconda dei casi, un giudizio definibile di “diligenza” ed uno di “convenienza economica”.

Può essere d’aiuto cercare di definire questi concetti.

Per “meritevolezza” s’intende l’assenza di “atti in frode”. In altre parole, il sovraindebitato non deve aver posto in essere atti (anche omissivi) che hanno cagionato un danno ai creditori (assenza di dolo).

Per “diligenza” s’intende, genericamente, la mancanza della “colpa” nella causa del sovraindebitamento nonché la corretta valutazione, al momento dell’assunzione del debito, delle proprie capacità di fare successivamente fronte al rimborso.

Per “convenienza economica” s’intende l’utilità per i creditori rispetto ad alternative concretamente praticabili.

Come si vedrà, il giudizio di “meritevolezza” e quello di “diligenza” sono sempre rimessi al giudice.

Quello di “convenienza economica” é invece rimesso ai creditori ma anche, secondo i casi, all’O.C.C. e al giudice.

Vediamo nel dettaglio per le tre procedure.

  Accordo del debitore

Nell’accordo del debitore è previsto, ex art. 9, comma 2, L.S., l’allegazione degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni al fine di mettere a disposizione del giudice gli elementi, ex art. 10, comma 3, L.S., per accertare la presenza d’iniziative o atti in frode ai creditori e disporre così la revoca del “decreto di ammissione alla procedura” ex art. 10, comma 1, L.S., con il conseguente venir meno di tutti gli effetti protettivi.

Nessun vi è nessun altro sindacato di meritevolezza o diligenza.

Il giudizio sulla convenienza economica è invece rimesso ai creditori che si esprimono con il voto.

Non è prevista che vi sia, come nel piano del consumatore, il giudizio dell’O.C.C. sulla convenienza rispetto all’alternativa liquidatoria proprio perché sono i diretti interessati a valutare tale aspetto.

Per esempio è quindi ammissibile una proposta di accordo meno conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria (anche se in quest’evenienza, in caso di contestazioni, potrebbe non superare il giudizio di “cram down”).

 Piano del consumatore

Nel piano del consumatore il sindacato è ancora più incisivo. Il giudice non si limita solo agli “atti in frode” ma valuta anche la “diligenza” del consumatore.

Nel piano infatti, oltre all’elenco degli atti dispositivi, ex art. 9, comma 3 bis, L.S., è prevista la “relazione particolareggiata” dell’O.C.C. che deve contenere:

a) l’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nell’assumere volontariamente le obbligazioni;

b) l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte;

c) il resoconto sulla solvibilità del consumatore negli ultimi cinque anni;

d) l’indicazione dell’eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori;

e) il giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata dal consumatore a corredo della proposta, nonché sulla probabile convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatoria.

Il giudice, dopo il controllo sull’esistenza o meno degli atti in frode ai fini dell’ammissione, per procedere all’omologa deve escludere, ex art. 12 bis, comma 3, L.S., che il consumatore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere ovvero che non abbia colposamente determinato il sovraindebitamento anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Il piano é quindi omologabile quando la causa dell’indebitamento appare “meritevole” e quando il consumatore è stato “diligente”, ben valutando le proprie capacità di rimborsare il debito che stava assumendo.

Questa disposizione ha fatto molto discutere perché, se interpretata in modo rigido, porta ad escludere dal piano qualsiasi fattispecie fuorché quelle derivanti da fatti sopravvenuti ed imprevedibili.

  Quanto al giudizio di “convenienza” (rispetto all’alternativa liquidatoria), per primo si esprime l’Organismo nella propria relazione particolareggiata (ex articolo 9, comma 3 bis, lettera e), L.S.).

  Si deve notare che l’alternativa liquidatoria coinvolge tutti i beni disponibili e quindi, in linea generale, un piano dovrebbe prevedere la cessione di ogni elemento libero (o, comunque, la cessione del loro valore equivalente) salvo naturalmente quanto necessario al sovraindebitato per vivere (nell’importo stabilito dal giudice).

I creditori non votano ma possono contestare la convenienza, ed il giudice non ha il potere “d’ufficio” di valutare questo aspetto se non a seguito delle contestazioni.

In tal caso la decisione è rimessa al giudice che “omologa se ritiene che il credito possa essere soddisfatto dall’esecuzione del piano in misura non inferiore all’alternativa liquidatoria”

Quindi, se non vi sono contestazioni, un piano potrebbe essere omologato anche se l’O.C.C. lo ha giudicato “non conveniente” rispetto all’alternativa liquidatoria.

Saranno i creditori, se avranno interesse, a doversi attivare con la “contestazione”.

   Liquidazione del patrimonio

Nella liquidazione del patrimonio è previsto, con il richiamo all’art. 9, comma 2, L.S., l’allegazione degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni.

Ed anche in questo caso il giudice, per ammettere, deve verificare l’assenza d’atti in frode ai creditori.

Non solo. Nella liquidazione è anche prevista la “relazione particolareggiata” dell’OCC che deve contenere:

a) l’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nell’assumere volontariamente le obbligazioni;

b) l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte;

c) il resoconto sulla solvibilità del consumatore negli ultimi cinque anni;

d) l’indicazione dell’eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori.

Ci si è chiesto quale sia il motivo per cui è stata prevista la “relazione particolareggiata”, ed in particolare le lettere a) e b), quando la valutazione della “diligenza” ha un rilievo esplicito solo nella fase dell’esdebitazione, successiva alla chiusura e temporalmente molto lontana (la liquidazione ha una durata minima di quattro anni).

Vi è una sola ragionevole spiegazione: questi elementi sono stati considerati significativi e quindi da far esaminare al giudice già in sede d’ammissione per fornire una migliore rappresentazione della situazione.

E quindi, pur non essendo la “diligenza” un aspetto da valutare ai fini dell’ammissione, il giudice potrebbe comunque prendere in considerazione quanto riportato nella relazione dell’O.C.C. oppure potrebbe intravedere una carenza informativa tale da far ritenere inidonea la stessa relazione e di conseguenza inammissibile la domanda di liquidazione.

 Ed in effetti, in questi primi anni d’applicazione della normativa, si assiste ad interventi giurisprudenziali che non si limitano ai soli “atti in frode” ma evidenziano un sindacato ben più incisivo sul contenuto della relazione.

  La scelta di inserire tra i documenti necessari per l’ammissione alla liquidazione del patrimonio anche la “relazione particolareggiata”, sta creando notevoli ostacoli a quest’istituto pensato invero come norma residuale.

  E’ quindi da accogliere positivamente una modifica dell’impianto normativo che preveda l’istituto della liquidazione del patrimonio come un effettivo caso di chiusura che prescinda dalla “diligenza” ed abbia come unica condizione per l’accesso, e per l’esdebitazione, l’assenza di “colpa grave, malafede o frode del debitore” come previsto dall’art. 9 lettera b) della Legge 19 ottobre 2017 n. 155 (Legge delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi e dell’insolvenza).

  Dott. Alessandro Torcini

 

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Modelli e materiali vari operativi utili

Modelli e materiali vari operativi utili per il professionista chiamato alle funzioni di Organismo di Composizione delle Crisi da Sovraindebitamento

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Istanza al Tribunale per la nomina del professionista svolgente funzioni OCC – comma 9 articolo 15 Legge 3 gennaio 2012 n. 3

Va presentata alla Cancelleria della Volontaria Giurisdizione
(a Firenze, Dottor Antonino Santalucia piano 3 stanza 12 oppure Dott.ssa Rossella Ciaffardini piano 3 stanza 2)

Contributo unificato da euro 98,00
Marca da bollo da euro 27,00
Nota di deposito (codice n. 4.71.999 Altre pratiche relative a procedure fallimentari).
L’istanza si presenta personalmente e non è necessaria l’assistenza del legale né di altro professionista.
Nota importante per i soggetti sovraindebitati: l’istanza per la nomina del professionista può essere presentata
personalmente.
E’ però necessario farsi assistere da un professionista che dovrà assistere, analizzare la situazione e
predisporre la proposta e gli allegati da sottoporre al professionista facente funzioni OCC che verrà nominato dal
Tribunale.

____________________________________________________

TRIBUNALE DI FIRENZE
Volontaria giurisdizione
Al Sig. Giudice Delegato alle procedure di composizione delle crisi di
Sovraindebitamento di cui alla legge 27/01/2012 n. 3

OGGETTO : istanza per la nomina del professionista ex art. 15 – comma 9 - legge 27 gennaio 2012 n. 3 (Composizione crisi da Sovraindebitamento).

Il sottoscritto ___________ nato a ______ il ___ residente a ______ Codice
fiscale,
premesso
- di versare in una situazione di sovraindebitamento così come definita dall’art. 6 della L. 3/2012;
- che ha intenzione di avvalersi di una delle procedure di cui alla citata
legge;
- che è necessaria la nomina di un professionista che svolga i compiti e le funzioni attribuiti agli organi di composizione della crisi;
chiede
come previsto dall’art. 15 – comma 9 – della Legge 3/2012, la nomina di un professionista che svolga i compiti e le funzioni attribuiti agli organi di composizione della crisi al fine di poter usufruire delle procedure previste dalla citata legge.
Con osservanza,
Firenze il _____________.
IL SOVRAINDEBITATO

 


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Richiesta autorizzazione accesso banche dati ex art. 15 comma 10

TRIBUNALE DI FIRENZE
C a n c e l l e r i a f a l l i m e n t a r e
AL SIG. GIUDICE DELEGATO ALLA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE
DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO PROPOSTO DA ____.
* * * *
OGGETTO: richiesta di autorizzazione all’accesso ai dati ex art. 15, comma
10, Legge 27 gennaio 2012 n. 3 (Composizione crisi da Sovraindebitamento).
GIUDICE DELEGATO: Dott.ssa
REGISTRO PROCEDURA: n.
DEBITORE ISTANTE:
*.….*…..*…..*…..*……*….*
Il sottoscritto Dott. Alessandro TORCINI con studio in Empoli – Via G. del Papa n. 125, nominato dalla S.V. professionista ex art. 15 – comma 9 – legge 27 gennaio 2012 n. 3 con provvedimento in data ,
premesso
che l’organismo di composizione della crisi deve verificare la veridicità dei dati contenuti nel piano del consumatore e nei documenti allegati ed attestare la fattibilità del piano stesso ai sensi dell’art. 15 comma 6 legge 27 gennaio 2012 n. 3;
chiede
che la S.V. si compiaccia autorizzare lo scrivente all’accesso all’anagrafe tributaria, ai sistemi di informazioni creditizie, alle centrale rischi, alla centrale di allarme interbancaria, all’archivio informatizzato degli assegni e ad ogni altra banca dati, anche tributaria, compreso l’archivio centrale informatizzato,
di cui all’art. 15 comma 10 legge 27 gennaio 2012 n. 3.
Con osservanza,
In Empoli il 6 febbraio 2013
L’ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI
(Dott. Alessandro TORCINI)

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BANCHE DATI

Istruzioni per l’accesso da parte dell’OCC
(a cura della Dott.ssa Olimpia Chiarugi)

BANCHE DATI – BANCA D’ITALIA:
CAI (Centrale allarme interbancaria):
Al modulo di richiesta previsto vanno allegati:

  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del sovraindebitato;
  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del professionista incaricato;
  • nomina del professionista;
  • accettazione incarico;
  • copia autentica provvedimento giudice delegato.

E’ possibile inviare la richiesta:

-     via fax: 055/2493346;

-     via pec firenze@pec.bancaditalia.it

E’ possibile anche consegnare la documentazione a mano presso gli uffici della Banca d’Italia di Firenze (Via dell’Oriuolo n° 37/39). In questo caso, però, non vi è la data certa della consegna.

Tempo di risposta previsto: 7 giorni.

- CENTRALE RISCHI:

Al modulo di richiesta previsto vanno allegati:

  • fotocopia carta d’identità e codice fiscale del professionista incaricato;
  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del sovraindebitato;
  • accettazione incarico;
  • copia autentica provvedimento Giudice Delegato.

In questo caso è possibile inviare tutta la documentazione scannerizzata alla seguente PEC: firenze@pec.bancaditalia.it.

Anche in questo caso è possibile la consegna a mano presso gli uffici della Banca d’Italia a Firenze, rimane sempre il problema della data certa.

Tempi di risposta previsti: 7 giorni (se la centrale rischi deve inviare la documentazione via PEC) o 10 giorni (negli altri casi). Se non rispondono entro questi termini, chiamare il seguente numero: 050/914111.

ALTRE BANCHE DATI:

-        CTC (Consorzio per la tutela del credito):

La richiesta di accesso a tale Consorzio deve essere effettuata su carta intestata. A tale richiesta devono essere allegati:

  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del sovraindebitato;
  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del professionista incaricato;
  • copia autentica autorizzazione Giudice Delegato all’accesso alle banche dati.

E’ possibile inviare la richiesta:

-     via fax al numero 02/67479250

-     per raccomandata al seguente indirizzo: Consorzio per la Tutela del Credito, Viale Tunisia 50 – 20124 Milano.

Tempi di risposta previsti: al massimo 7 giorni.

-        CRIF spa (Centrale rischi finanziari):

La richiesta di accesso ai dati presenti nella centrale rischi finanziari deve essere effettuata su carta intestata. A tale richiesta devono essere allegati:

  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del sovraindebitato;
  • fotocopia fonte-retro della carta d’identità e del codice fiscale del professionista incaricato;
  • copia autentica autorizzazione Giudice Delegato all’accesso alle banche dati.

E’ possibile inviare la richiesta:

-     via fax al numero 051/6458940 (attivo dalle 8,30 alle 19,00);

-     per raccomandata al seguente indirizzo: Crif spa Ufficio relazioni con il pubblico, Via Zanardi 41 – Bologna.

 

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BANCHE DATI

Facsimili e modelli

(a cura della Dott.ssa Olimpia Chiarugi)

 

CAI (Centrale allarme interbancaria)  CENTRALE RISCHI CTC (Consorzio per la tutela del credito)   CRIF spa (Centrale rischi finanziari)

 

IMPRESE AGRICOLE

IMPRESE AGRICOLE E LEGGE SUL SOVRAINDEBITAMENTO
IL CONCORDATO PREVENTIVO IN AGRICOLTURA

La recente Legge 3/2012 ha, per la prima volta, introdotto nel nostro
ordinamento una procedura di esdebitazione destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare.

Com’è noto, le imprese agricole, che non sono soggette al fallimento, non possono però beneficiare delle favorevoli norme previste da quella legge per il concordato preventivo che hanno permesso a molte imprese commerciali di continuare la loro attività senza essere schiacciate da pregressi elevati livelli di indebitamento.
Il procedimento previsto dalla legge n. 3/12 é rivolto quindi a vari soggetti tra cui espressamente le imprese agricole e prevede la procedura dell’”accordo del debitore” che non è altro che una forma di concordato preventivo destinato alle imprese agricole di qualunque dimensione.

La nuova legge é rivoluzionaria perché permette di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla fine alla cancellazione dei debiti non soddisfatti.
La norma é stata introdotta, in questi tempi di forte crisi economica e finanziaria, per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza (sovraindebitamento) del debitore non fallibile la possibilità della continuazione dell’attività e della cancellazione dei debiti.

Liberarsi dai debiti ora é possibile.

Lo studio Torcini, che vanta una consolidata esperienza nell’assistenza di imprese agricole per l’accesso a questa procedura, è a disposizione per un’analisi gratuita.

Studio Torcini Reali Cambi
Dott. Alessandro Torcini
057172755